Il corso in breve

Data di inizio: 31/01/2020

Data di fine: 3/05/2022

Ore formative: 1

N° Crediti: 1

Prezzo: 25 € (IVA inclusa)

Numero moduli formativi: 4

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DIRITTO AMMINISTRATIVO - ANAC: funzioni e competenze

Presentazione del corso

RESPONSABILE SCIENTIFICO

Prof. Adelmo Manna

Docente Relatore

Dott. Emiliano Raganella

Il corso è stato accreditato presso il CNF con delibera della Commissione centrale per l'accreditamento della formazione 03/05/2021

Il corso deve essere completato entro il 03/05/2022

L’Autorità Nazionale Anti-Corruzione è un ente pubblico istituito con DL 90/2014, convertito in Legge n. 114/2014, le cui funzioni sono altresì disciplinate  dalla L. 190/2012, dal D.Lgs. 33/2013 e dal D.Lgs. 50/2016.

Si tratta di un’autorità amministrativa indipendente, vale a dire di un soggetto pubblico dotato di personalità giuridica e indipendente rispetto ai poteri dello Stato.

All’ANAC sono state affidate funzioni che un tempo erano attribuite all’AVCP (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici), alla CIVIT (Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche).e al Dipartimento della Funzione Pubblica.

Oggi, quindi, le competenze dell’Anac riguardano essenzialmente tre ambiti con poteri sostanzialmente omogenei :

prevenzione della corruzione;

trasparenza amministrativa;

contratti pubblici.

La  connessione tra questi settori appare evidente se si considera che il settore dei contratti pubblici rappresenta una delle aree a maggiore rischio di corruzione  e la trasparenza rappresenta uno strumento di prevenzione dei fenomeni corruttivi e di controllo dell’operato dei poteri pubblici.

Con riferimento al primo ambito, l’Autorità è chiamata ad analizzare i fattori che favoriscono la corruzione nell’organizzazione e nei processi delle Pubbliche Amministrazioni,  individuando gli interventi utili al fine di prevenirla e contrastarla.

In tale previsione rientra la predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione, cioè di un documento, aggiornato annualmente, che contiene direttive e indicazioni utili per le Pubbliche Amministrazioni chiamate ad attuare tutti gli adempimenti previsti dalla legge contro la corruzione.

Più precisamente il PNA fornisce istruzioni per l’individuazione delle aree a rischio di corruzione e per l’adozione di misure organizzative volte a prevenirla; tuttavia, in considerazione delle specificità di ogni amministrazione e delle peculiarità ambientali in cui ciascuna opera, non impone a queste ultime soluzioni uniformi ma rimette alle singole amministrazioni l’individuazione dei rimedi più adeguati per raggiungere le predette finalità, tenuto conto della propria struttura organizzative.

Il PNA è, in altri termini, un atto di indirizzo che impegna i destinatari allo svolgimento di una specifica attività di analisi e valutazione del rischio corruttivo, al fine di adottare misure di prevenzione che siano in grado, da un lato, di evitare che le scelte amministrative vengono influenzate da interessi estranei rispetto a quelli incisi dall’esercizio del potere pubblico e, dall’altro, di garantire l’imparzialità dell’operato della pubblica amministrazione.

Tra tali adempimenti rientra, ad esempio, l’adozione dei Piani Triennali di Prevenzione alla Corruzione e Trasparenza, che raccolgono le direttive e le indicazioni rivolte ai soggetti che operano all’interno della singola amministrazione, nonché le specifiche misure anticorruzione come piani di formazione del personale, codici di comportamento e sistemi di rotazione dei dirigenti.

V’è da dire che l’ANAC non si limita a fornire indicazioni, ma ha anche il compito di vigilare e controllare sull’applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle pubbliche amministrazioni. In tal senso può:

richiedere la trasmissione di notizie, informazioni e atti alle pubbliche amministrazioni;

ordinare l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dai piani anticorruzione o dalla legge;

ordinare la rimozione di comportamenti o atti che si pongano in contrasto con i piani anticorruzione o con la legge.

Infine, all’ANAC sono attribuiti compiti di vigilanza sul conferimento degli incarichi particolarmente rilevanti all’interno di una singola amministrazione (si pensi ad incarichi amministrativi di vertice, incarichi dirigenziali).

In tale ambito, all’Autorità sono attribuiti:

poteri ispettivi e di accertamento sui singoli conferimenti;

poteri di sospensione della procedura di conferimento dell’incarico, con provvedimento recante osservazioni o rilievi sull’atto di conferimento dell’incarico;

poteri di segnalazione alla Corte dei conti per l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative

In materia di incarichi pubblici, all’ANAC è infine assegnata una funzione consultiva, essendo chiamata ad esprimere pareri obbligatori sulle direttive e le circolari ministeriali concernenti l’interpretazione delle disposizioni in materia di inconferibilità, cioè dei casi in cui non sia possibile accettare un incarico pubblico, e di incompatibilità, cioè dei casi in cui non sia possibile svolgere due incarichi contemporaneamente.

Con riferimento specifico alla trasparenza, i compiti assegnati all’Anac sono essenzialmente i seguenti:

sentito il Garante per la protezione dei dati personali nel caso in cui siano coinvolti dati personali, con propria delibera adottata, previa consultazione pubblica, in conformità con i principi di proporzionalità e semplificazione, e all’esclusivo fine di ridurre gli oneri gravanti sui soggetti pubblici, può identificare i dati, le informazioni e i documenti oggetti di pubblicazione obbligatoria per i quali la pubblicazione in forma integrale è sostituita con quella di informazioni riassuntive, elaborate per aggregazione;

può, con il Piano nazionale anticorruzione, precisare gli obblighi di pubblicazione e le relative modalità di attuazione, in relazione alla natura dei soggetti, alla loro dimensione organizzativa e alle attività svolte, prevedendo in particolare modalità semplificate per i comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, per gli ordini e collegi professionali.

Quanto ai poteri dell’ANAC in materia di contratti pubblici, occorre preliminarmente osservare come l’affidamento dei contratti pubblici sia uno dei settori che presenta un alto rischio di corruzione.

In tale ambito l’ANAC svolge una serie di compiti e funzioni che mirano a ridurre il rischio che delle risorse destinate alla realizzazione di un’opera o all’erogazione di un servizio pubblico ne venga fatto un uso improprio.

In particolare, il Codice dei contratti  affida all’ANAC un ruolo di vigilanza e controllo su tutte le fasi di affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici.

All’ANAC, inoltre, sono assegnate

funzioni di segnalazione: segnala al Governo e al Parlamento gravi di violazioni delle norme dei contratti pubblici;

funzioni ispettive: può disporre ispezioni nei confronti delle imprese, avvalendosi della Guardia di Finanza, ad esempio per  accertamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto e alle imposte sui redditi, potendo trasmettere gli esiti delle ispezioni anche alla Procura, qualora le irregolarità siano penalmente rilevanti o alla Corte dei Conti, qualora siano a danno dell’erario;

funzioni sanzionatorie: può applicare sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti delle imprese che si rifiutano (o omettono) senza giustificato motivo di fornire informazioni o esibire documenti all’Autorità stessa o alla stazione appaltante.

Tuttavia le funzioni dell’ANAC in materia di contratti pubblici non si esauriscono in un semplice controllo. In particolare, all’Autorità sono affidate:

funzioni di supporto alle stazioni appaltanti (cd. vigilanza collaborativa). Si pensi alle ipotesi di assistenza prestata alle stazioni appaltanti per affidamenti di particolare interesse, in cui l’ANAC provvede a fornire un aiuto nella predisposizione degli atti e nella gestione dell’intera procedura di gara;

funzioni di regolazione, adottando linee guida e modelli (bandi-tipo, contratti-tipo) che guidano l’azione delle Pubbliche Amministrazioni;

funzioni precontenziose, esprimendo pareri, che possono essere vincolanti, su questioni insorte nella fase di affidamento dei contratti pubblici.

Il corso è suddiviso in 4 moduli:

Modulo 1: Ruolo dell'Anac nella prevenzione della corruzione

Modulo 2: Il Piano Nazionale Anticorruzione

Modulo 3: Vigilanza sulla trasparenza e sui contratti pubblici

Modulo 4: Attività di regolazione dei contratti pubblici e attività di precontenzioso

 

Prezzo

Prezzo: 25 euro

Destinatari

Avvocati soggetti alla formazione continua.

Obiettivo

L'aggiornamento professionale degli avvocati attraverso l’approfondimento di talune tematiche giuridiche individuate tra le più necessarie per la migliore comprensione del codice deontologico e comunque tra le questioni più attuali.